12/02/2012

NOTE BIOGRAFICHE

laprima.jpgFrancesco Di Maura nasce ad Augusta il 14/3/59; diplomato all'I.T.I.S. di Augusta, è un pittore autodidatta che è riuscito ad acquisire un'elevata qualità espressiva. I suoi temi prediletti sono le nature morte, che realizza con tecnica a spatola, e i paesaggi, dalle calde cromie. Ha preso parte a diverse mostre collettive ed estemporanee, dopo aver frequentato nel periodo della sua prima  formazione artistica  lo studio del Pittore e amico  professionista Antonino Cammarata. Oggi, alcune delle sue più significative tele di Francesco hanno trovato collocazione sotto la navata centrale della chiesa Cristo Re, una delle chiese più belle della città di Augusta.

11/02/2012

HANNO SCRITTO DI LUI:

pittura,arte,cultura,augusta,di maura,augustanewsCHI HA GUIDATO LA MANO DELL'ARTISTA?

AUGUSTA, 12 GIUGNO 2008Quando il mio amico Francesco Di Maura mi chiese di passare quel giorno da casa sua perché aveva da farmi vedere qualcosa di importante, io non immaginavo minimamente lo stupore che mi avrebbe provocato; pur conoscendo il suo innegabile talento artistico, questa volta, pensai tra me, ha superato sé stesso e l’immaginario collettivo nel volere realizzare un’opera così importante, addirittura un dipinto ispirato al Caravaggio, il “San Francesco in meditazione”.La domanda mi nasce spontanea: chi ha guidato la mano dell’artista?Francesco Di Maura, pur essendo credente, non è un fervente religioso, né tantomeno mi risulta essere stato innanzi messo al corrente che la Chiesa del “Cristo Re” ad Augusta, dove attualmente si trova esposta a bella vista l’opera, è gestita proprio dai frati appartenenti all’Ordine fondato dal suo umile personaggio ispiratore, San Francesco di Assisi; l’artista, insomma, non credo possa essere stato uno studioso cultore della pittura,arte,cultura,augusta,di maura,augustanewsChiesa e dei santi. Da dove trae origine, dunque, il pensiero o l’idea? Se è vero, come sostenevano gli illustri filosofi di un tempo, che trattasi semplicemente di un banale stimolo elettrico che raggiunge il cervello dopo avere attraversato i neuroni, oserei allora affermare che quella del pittore Francesco Di Maura, in considerazione dei consensi e degli onori ricevuti, è stata proprio un’idea fulminante.  Il quadro, creato nel rispetto delle tecniche più antiche, possiede la sbalorditiva caratteristica di illuminarsi notevolmente in presenza della minima luce, sia essa naturale o artificiale, mentre il soggetto è ritratto nell’espressione più profonda di quella riflessione che sfiora il mistero della morte, oltre che la fortezza e la sapienza della vita. Tutte le altre indescrivibili sensazioni, possono essere raccolte dagli appassionati cultori delle belle arti, recandosi direttamente sul posto, la moderna “Chiesa del Cristo Re”.

   Giuseppe Tringali

Il GERMOGLIARE DI UN SEME RINSECCHITO

 

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L'improvviso germogliare di un seme rinsecchito, l'inaspettato rinverdire d'un tronco secco, il capolino d'un fiore da un arido muro, testimoniano il senso sublime della vita: è quanto accaduto a Francesco Di Maura, un uomo che si è scoperto artista in maniera improvvisa e violenta, nonostante Egli confessi di aver sempre subito una innegabile attrazione verso le molteplici discipline artistiche; non ha mai creduto di poter dare il suo contributo all'universo dell'Arte ma, pur vivendo una vita serena con la sua splendida famiglia, sentiva un vuoto incomprensibile, uno stato di sospensione dettato dalla inconsapevolezza di sé; ma un memorabile giorno di Luglio visitò lo studio dell'artista Antonino Cammarata: fu un incontro che provocò in Francesco Di Maura la metamorfosi; ammaliato da quel ambiente misterioso, tra tele, pennelli e tubetti di colore, trovò il Maestro che aveva sempre cercato e con il quale strinse una fraterna amicizia. Grazie ai suoi preziosi consigli Francesco venne fuori dal bozzolo e da quel giorno non smise più di frequentare quella bottega, riuscendo con caparbia ad acquisire le tecniche della Pittura.

Oggi Francesco Di Maura è un pittore raffinato, che dipinge con passione. Dal suo cavalletto prendono vita nature morte, re-inventate grazie all'ausilio della spatola (una tecnica difficile che pochi artisti praticano oggi), e paesaggi che inebriano per il calore delle sue cromie mediterranee.

Antonino Cammarata

LE "SCULTURE SU TELA" DI FRANCESCO DI MAURA

 

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Immagini dal sapore antico, questo è ciò che suscita in primo approccio la pittura di Francesco, sono infatti i luoghi in cui si respira la Storia, il Lavoro, l’ Isola, a stimolare questo artista particolarmente incline alla pittura più spontanea e di nerbo, quella en plein aire, resa con freschezza incomparabile dalle impronte della sua spatola guidata con impeto, istinto, emozione, un lavoro sicuro con il quale questo siciliano condensa la luce all’interno delle misure mai sufficienti di una tela, è così che con il filtro della sua mente si modellano con medesimo pathos grandi monumenti o angusti cortili, poveri oggetti o grandi vedute; tele queste, che non nascondono tensioni ma lasciano a chi osserva una speranza, una luce, quella che conduce oltre la solitudine, sfumando ruoli e convenzioni sociali in uno stato di sospensione fuori dal tempo, opere che tendono al colloquio Artista-Pubblico, spingendo alla fruizione istintiva in grado di raggiungere la ricettività pur soggettiva ed individuale dell’osservatore. Definendo “Sculture su Tela” i dipinti dell’artista Di Maura, scrivo di una spatola che accarezza le superfici di cieli o acque con velature insospettate per farsi, quando occorre, robusta ed evidente in un turbine materico che scolpisce ombre e luci, creando una tridimensionalità dei piani e trasmettendo una profonda sensazione di riflessione, Francesco è dunque un uomo felice, non è una confessione, ma l’evidenza testimoniata dalla sua grande Pittura.

A.     Coria

 

Cena di Emmaus

19 gennaio 2009 - Il noto pittore Francesco Di Maura fa dono di un altro dipinto alla chiesa del Cristo Re e alla comunità tutta di Augusta.

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dimaura2.jpgDopo il “San Francesco in meditazione”, l’opera del Caravaggio visibilmente esposta tra la moderna navata della chiesa e l’altare, raffigurante il modello del santo fondatore dell’Ordine degli stessi frati che hanno accettato benevolmente di ricevere la pregiata opera, come segno di una divina benedizione, questa è la volta della “Cena di Emmaus”, la raffigurazione più esemplare della testimonianza sulla resurrezione di Cristo, interpretato sempre dal Caravaggio in un contesto storico che, purtoppo, rispecchia il suo terribile stato d’animo, all’epoca turbato violentemente dall’episodio che vide una sua condanna a morte per l’uccisione del Tommasoni. Nell' opera, in parte vivacizzata e personalizzata dall’ artista Di Maura quasi a voler sdrammatizzare o mascherare quel turbamento nascosto, è ancor più evidenziato il senso dell’armonia e dei colori la cui scena, ancora una volta, viene vivacemente illuminata dalla minima fiammella di luce per dare vita a qualcosa di reale, di fantastico e, allo stesso tempo, di misterioso. Attraverso la poesia della pittura, l’autore ha voluto imprimere fortemente la realtà nuova della vita “ritrovata” dopo la morte, ovvero la resurrezione. Arte e vita mescolati così bene fino al punto di fondersi in una poesia che trova il suo spazio e la sua nuova dimensione; una straordinaria capacità espressiva, quella dell’artista Di Maura, più volte riconosciuta e premiata in importanti rappresentazioni, tra le quali si ricorda il “Premio Palazzo Ducale”, a Genova. Come nel “San Francesco in meditazione”, anch’esso donato alla comunità di Augusta, quest’altro dipinto su tela riproduce fedelmente e con realistica evidenza l’atmosfera meditativa assunta con il tema “Cena di Emmaus”, ricordando il momento esatto, cioè l’attimo in cui il Cristo viene riconosciuto dai suoi discepoli distratti quando benedice il pane spezzato. E’ la scena esatta, il momento dello stupore che fà superare ogni dubbio, come quello superato da noi augustani quando, nell’ammirare questo spettacolare dipinto, abbiamo superato ogni minimo dubbio sul talento del giovane artista Di Maura, perché come una fiammella di luce può inscenare così meravigliosamente l’immenso sfondo nero del dipinto, così anche un minuscolo astro può illuminare il firmamento artistico. Alla chiesa del Cristo Re, ad Augusta, il fenomeno è già avvenuto. Andate ad ammirare!

Onori al grande artista e amico Francesco Di Maura.

 Giuseppe Tringali

UN NUMERO PERFETTO

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pittura,arte,di maura,augustaAUGUSTA 14 APRILE 2010 Nelle parole crociate il 3 sta a indicare il numero perfetto, oltre ad essere un valore riscontrabile frequentemente nelle Sacre Scritture; un numero quindi, assolutamente riconducibile al sacro. Ora, non saranno state certo queste le ragioni che hanno spinto l’artista Francesco Di Maura, consciuto notoriamente in città per via delle altre due opere che oggi stanno esposte in bella vista nella chiesa cittadina del Cristo Re, fatto sta che domenica scorsa, dopo la lettura del vangelo del giorno, ispirato non a caso all’episodio dell’apostolo Tommaso, durante l’omelia della messa vespertina è stato tirato giù il velo che celava e lasciava allo stesso tempo intravedere in trasparenza la terza e spettacolare opera che Francesco Di Maura offre a quella che lui stesso definisce la sua chiesa e che si unisce alle altre due ormai famose tele giganti per inaugurare, davanti a una folta assemblea, la fedele riproduzione del dipinto del Caravaggio intitolato, non a caso, “ l’ incredulità di San Tommaso”. Un’ opera che si compone di colori prodotti artigianalmente con pigmenti naturali, così come usavano fare gli artisti di un tempo, saggiamente impreziosita da una massiccia cornice in legno di noce, staccata da un passepartout costituito efficacemente da un filo di luce che evidenzia in tutto il suo splendore l’intero perimetro della stessa tela, graziosamente e sapientemente illuminata per portare “alla luce”” ancor più la raffigurazione ispirata all’apostolo Tommaso. Nel dipinto si vede come, per la sua incredulità, il nostro santo non esita a conficcare materialmente il dito nel costato del Cristo a comprova di quanto precedentemente avevano a lui raccontato gli altri apostoli, cioè di avere rivisto Gesù dopo la risurrezione e ai quali, ovviamente, Tommaso non aveva creduto.

Ma l’incredulità la lasciamo ai santi visto che noi, mortali estimatori d’arte, conscevamo di già l’ intramontabile mano dell’ impressionista Francesco Di Maura.

 

  Giuseppe Tringali

Pietra e Arte 2009

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 pietra.jpg26 agosto 2009 - Apprezzate al “museo della pietra” le opere dei pittori augustani Nuccio Garilli e Franco Di Maura , tra lo scenario della campagna di Scicli e lo stupendo mare di Sampieri. Le notti estive della seconda edizione della rassegna artistica-culturale “Pietra e Arte 2009”, sono state e saranno magicamente allietate fino al 10 settembre, nel teatro in pietra, dagli artisti Nicola Piovani, Andrea Tidona, Francesco Cafiso, dal “Coro delle donne”, dai pupari di Caltagirone, dalla presentazione degli ammassi stellari e nebulose al telescopio a cura del Dott. Gianfranco Occhipinti, dalla compagnia teatrale “Gli amici di Matteo” col “San Giovanni Decollato di Martoglio”, dagli “Aromas de Andalucià”- flamenco, dai “Meditteranean Jazz Trio” e dal soprano- uomo Mamo Adonà che ha accettato l’invito di partecipare alla premiazione finale del concorso di pittura, fotografia e scultura, trovandosi in vacanza proprio a Sampieri. Entrambi i due pittori augustani hanno ricevuto notevoli consensi e un’ottima critica: Nuccio Garilli ha presentato la “Maschera di pietra”, una tecnica mista applicata in tela, mentre l’altro artista pietra 3.jpgFrancesco Di Maura, noto nella cittadina megarese oltre per il talento, per i quadri del Caravaggio mirabilmente esposti nella navata centrale della chiesa del Cristo RE, ha presentato un olio su tavola trattata al silicato raffigurante il “Rivellino Quintana di Augusta”. Gaetano Mormina, uno degli ultimi “chiafurari” (l’origine del nome di Chiafura, menzionato per la prima volta nel 1684, è certamente oscuro e sembra appartenere ad una denominazione topografica. Esso, infatti, potrebbe derivare dalla corruzione di una frase, della quale l'unico elemento chiaro potrebbe essere il "fora" finale, significante, probabilmente: "il quartiere fuori dalla città"), ha voluto donare una testimonianza fatta d’amore, pietre e roccia alla sua città natìa, essendo egli il promotore del progetto culturale ed artistico del museo della pietra, nato per ricostruire la storia antica, riuscendo a creare altri cultori della pietra attraverso laboratori di lavorazione e conservazione delle opere, pensando al futuro dei giovani e a un ulteriore ambizioso sogno-progetto di volere rilanciare, stante alle sue dichiarazioni, il mestiere dello “scalpellino” e dei “mastri dei muri a secco”. Salvo Antoci, curatore della mostra, spiega il nesso del raggruppamento delle iniziative: “ un’opera d’arte è più di un oggetto, più di una merce, essa rappresenta una visione del mondo ed è vista come energia che emana messaggi cosmici. Qualche segno tracciato sulla carta, una tela appena sfiorata o un’altra a lungo lavorata, lo scatto di una macchina fotografica, uno scalpello o della cartapesta possono costruire modi diversi di fare mondi. La forza della visione non dipende dalla complessità degli strumenti ma dal messaggio e dalle emozioni trasmesse dalle opere d’arte. …..” La rassegna ”Pietra & Arte 2009” è stata la passerella di musicisti, attori e 80 artisti espositori che con le loro opere hanno dato voce alla muta pietra: un sogno fantastico.

  Pubblicato su Augustanews.tk 

Artisti augustani in mostra nei locali della "Stella Maris"

10 dicembre 2009


stella maris.jpgIn mostra dal 3 al 10 dicembre 2009 alla “Stella Maris” di Augusta le opere di alcuni artisti augustani appartenenti al Circolo Culturale Officina d’Arte. Si tratta dei pittori Franco Di Maura, Salvo Di Grande, Palmino Cipriano, Antonio Coria, Cinzia Sciolto, Antonino Cammarata, Salvo Pugliares, Grazia Urzì e Giuseppe Guerriero che espongono una serie di dipinti di stile figurativo e di varia tematica, inoltre è esposto il "Presepe del mare" realizzato dallo scultore Nello Puglisi.

Prima della mostra "Luci e colori del paesaggio augustano"

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 5 maggio 2010 - Venerdì 14 maggio avrà luogo presso il salone della Stella Maris Augusta di via P. Umberto 129, la vernissage della mostra di artisti augustani dal titolo “Luci e colori del paesaggio augustano”, organizzato dall’ “Officina d’Arte” di Augusta. Saranno esposte opere di Antonino Cammarata - Salvo Di Grande - Francesco Di Maura - Carmelo Fazio - Giuseppe Guerriero - Salvo Pugliares - Cinzia Sciolto - Santo Tringali - Grazia Urzì Rimarchevole la presenza di Carmelo Fazio, che continua a dipingere avendo raggiunto la venerabile età di 93 anni. Nel corso della serata sarà premiato l’atleta augustano Gianfranco Nasti, autentico evergreen, che alla tenera età di 66 anni continua a gareggiare nelle piscine di mezzo mondo portando trionfalmente in giro il nome di Augusta. Sarà recitata inoltre una lunga e commossa poesia sul bombardamento del 13 maggio 1943, composta nel 1991 dal concittadino Giovanni Satta, già preside del liceo scientifico “Andrea Saluta “ e un recital poetico di Francisca Saint-Claire. Conduttore della serata, il prof. Giorgio Càsole.

  Antonino Cammarata

LUCI E COLORI DEL PAESAGGIO AUGUSTANO

 

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AUGUSTA 15 MAGGIO 2010 -  Ha avuto luogo, presso la sede della Stella Maris in via Umberto ad Augusta, l’inaugurazione della mostra di qudri, dal tema “Luci e colori del paesaggio augustano”, organizzata dal circolo culturale “ Officina d’ Arte”.

Dieci gli autori le cui opere potranno essere ammirate fino al 19 maggio, otto uomini e due donne e, per una sorta di calleria al contrario, nell’elencare i loro nomi inizierò proprio da loro: Grazia Urzì, Cinzia Sciolto, Antonio Cammarata, Palmino Cipriano, Salvo Di Grande, Franco Di Maura, Carmelo Fazio, Giuseppe Guerriero, Salvo Pugliares e Santo Tringali.

Ha presentato la serata con la solita garbata ironia con cui condisce il suo eloquio sempre vario e pregnante Giorgio Càsole,  docente giornalista e poeta, che ha voluto accanto alcuni dei suoi allievi per leggere alcune poesie e un brano che ricorda il bombardamento della città di Augusta nel maggio del 1943.

Durante la serata è stato anche premiato un atleta augustano, Gianfranco Nasti, per cui l’età anagrafica è solo un dettaglio perché ama ancora mettersi alla prova per superare record nella specialità del nuoto.

   Daniela  Domenici

Commenti in rete degli artisti IOARTE

Commenti sulle opere di Francesco Di Maura:

logo.pngInnanzitutto grazie per aver apprezzato il mio lavoro, le saluterò sicuramente mio cugino Enzo, l'ultima volta che l'ho sentito rimpiangeva Augusta, sicuramente non ha cambiato idea. Complimenti per le sue opere. A presto


commento di Fabio Fiorese sull'opera Quattro pannocchie - mercoledì 10 dicembre 2008 alle ore 20:11 - Che armonia di colori....mi fa sognare questo tuo  dipinto

commento di Cristina De Biasio sull'opera rivellino quintana augusta - sabato 13 dicembre 2008 alle ore 18:02  molto bello anche gli altri comunque - mi piace il monocolore . grazie per il voto cy
commento di Cy sull'opera monocolore - sabato 13 dicembre 2008 alle ore 18:26- TI ringrazio è bello sentirsi apprezzati, dà l'impulso giusto a fare sempre meglio.  Luce Poetica, morbide e vibranti pennellate, avvolgono le tue opere, complimenti!
commento di elena puca sull'opera Quattro pannocchie - sabato 13 dicembre 2008 alle ore 23:29 Francesco grazie per il commento. I miei complimenti per quest'opera. Ha una bellissima luce !!
commento di Francesca sull'opera monocolore - lunedì 15 dicembre 2008 alle ore 21:38 -  Mi piacciono i tuoi dipinti, complimenti.  Ciao Francesco, Buon Natale e Buon Anno.
commento di Anila D. Ciccone sull'opera Campo d'ulivi - lunedì 22 dicembre 2008 alle ore 18:53  Ciao  Francesco che  belle  sensazioni  che  mi  da  questo  tuo  splendido  dipinto ,silenzio,intimità,  mi  pare  quasi di  sentire i profumi  a me  cari ...come  l'odore  gradevole  di  acqua  ragia, di trementina, di  colori, di  vernice fresca.... :-)
commento di Cristina De Biasio sull'opera monocolore - venerdì 16 gennaio 2009 alle ore 17:24la tua pittura definendola ...favolosa.......viene sottovalutata!!!! al momento non mi viene il giusto aggettivo, so dirti solo che è un vero piacere osservare i tuoi quadri!
commento di Rifil sull'opera Cena di Emmaus del Caravaggio - giovedì 05 febbraio 2009 alle ore 17:13 - Complimenti vivissimi per la tua splendida realizzazione.
commento di alfonso palma sull'opera Cena di Emmaus del Caravaggio - lunedì 16 febbraio 2009 alle ore 19:38 - Complimenti! Francesco.
commento di Rayart sull'opera rivellino quintana augusta - sabato 28 febbraio 2009 alle ore 00:22 - NELLA SEMPLICITA' LA MAGIA OPUS
commento di Opus sull'opera monocolore - mercoledì 15 luglio 2009 alle ore 02:34 - Complimenti per le tue opere tutte belle Tecnica stupenda!!!!!!!!!!         Samirè
commento di Samire' sull'opera Campo d'ulivi - sabato 14 novembre 2009 alle ore 14:12 -  Una rappresentazione armoniosa, che può sembrare schiacciata(formato), ma ti da l'idea dell'Insieme
commento di Intarsiatore sull'opera rivellino quintana augusta - martedì 19 gennaio 2010 alle ore 14:02 - Una rappresentazione armoniosa, che può sembrare schiacciata(formato), ma ti da l'idea dell' Insieme
commento di Intarsiatore sull'opera rivellino quintana augusta - martedì 19 gennaio 2010 alle ore 14:02  Tecnica perfetta, emozioni straordinarie. Complimenti
commento di Simona Rei sull'opera monocolore - martedì 16 marzo 2010 alle ore 19:52 ECCEZIONALE IO NON SONO UN PITTURE MA MI PIACE LA NATURA MORTA BRAVO CIAOO
commento di Cristina De Biasio sull'opera i forti garsia - venerdì 04 febbraio 2011 alle ore 17:58 eccellente lavoro bravo, un saluto